L'astrologia in Toscana nel '500

CLAUDIO CANNISTRA’ Claudio Cannistrа  L’ASTROLOGIA IN TOSCANA NEL ‘500.   Nonostante la pubblicazione delle tesi del Pico e del “Tractato contra li astrologi” del Savonarola con cui si chiude il secolo precedente, all’inizio del ‘500 l’interesse per lo studio dell’astrologia и ancora molto elevato in tutta Europa.  Tenendo presente che nella situazione italiana la Toscana e in particolare la Firenze medicea sono senza dubbio il fulcro del neo-platonismo, mentre Bologna, Padova, e in minor misura le altre cittа italiane come Ferrara, Perugia, Napoli e Pavia, sono i centri maggiori dell’aristotelismo, riconosciamo nell’ambito della stessa regione Toscana due poli astrologici di maggiore attrazione: la cittа di Firenze e quella di Pisa, la seconda forse piщ che non la prima. Data la vastitа dell’argomento mi limiterт a citare i personaggi e gli eventi astrologici principali.   Il secolo si apre con due eventi significativi, che non riguardano direttamente la Toscana, ma che vanno segnalati, perchи indicano la fine di un’epoca. Il primo riguarda la morte nello stesso mese di agosto del 1504 di due personaggi di spicco, come Bartolomeo Cocles, conosciuto per i suoi lavori di chiromanzia, e Domenico Maria Novara, astronomo e astrologo di grande fama, fra l’altro maestro di Copernico, a Bologna. A questo proposito il Ghirardacci  nella sua storia di Bologna ci racconta come Novara avesse previsto in maniera corretta il momento esatto della sua morte. Il secondo riguarda la stampa di uno dei piщ importanti commenti al testo di Tolomeo, quello di Giorgio Valla nel 1502.     LA POLEMICA SUL DILUVIO DEL 1524   All’inizio del secolo anche la Toscana e Firenze in particolare sono attraversate dal dibattito astrologico sulla famosa congiunzione di Giove/Saturno, che deve verificarsi nel febbraio dell’anno1524 (vedi Fig.1). Tale configurazione, che si forma nel segno dei Pesci ed и accompagnata da una concentrazione di molti pianeti nello stesso segno, viene subito interpretata dalla maggioranza degli astrologi come il segno di un diluvio imminente. La paura sul futuro si diffonde dopo la pubblicazione, avvenuta nel 1499 da parte di Johann Stoffler di un Almanacco contenente anche delle Effemeridi (poi ristampato a Venezia nel 1522 e in molte altre cittа, tanto da superare le 100.000 copie). Tali effemeridi da una parte contribuiscono a diffondere il sapere astrologico, proprio perchи permettono a tutti di conoscere con precisione le future posizioni planetarie, ma dall’altra creano notevole panico, perchй nella stessa opera il suo autore preannuncia catastrofi innumerevoli, in particolare per il 1524; ciт in base alle molteplici congiunzioni planetarie, che si sarebbero verificate proprio in quell’anno nel segno dei Pesci. Il testo cosм afferma: “Quest’anno avverranno posizioni planetarie molto importanti e notevoli. Durante il mese di febbraio avverranno venti congiunzioni piccole, medie e grandi e di queste sedici occuperanno segni d’Acqua, riguardando da vicino il mondo intiero, climi, regni, province, stati, dignitari, animali e pesci di mare e una certa mutazione di tutti gli abitanti della Terra.” In effetti nel suo libro lo Stoffler non parla di diluvio, ma solo preannuncia in forma vaga una serie di catastrofi, anche se un elemento rilevante и il fatto che le congiunzioni planetarie, da cui puт derivare il pericolo, si devono verificare in un segno d’Acqua; questo dato и, tuttavia, sufficiente per scatenare una disputa,  che subito si allarga impegnando medici, teologi, filosofi e tutti coloro che per un verso o per l’altro per i loro studi universitari hanno dimestichezza con le tecniche astrologiche.   Il terrore del diluvio viene esorcizzato dalle feste per il carnevale, che si svolgono nella prima settimana di febbraio del 1524. E’ questo il periodo in cui la congiunzione si presenta piщ minacciosa, in quanto si verifica contemporaneamente la massima concentrazione dei pianeti in Pesci (vedi Fig.2). E a Firenze, come in altre cittа, si tengono cortei carnevaleschi, nei quali il diluvio viene scelto come tema di carri, anche per trasformare l’oggetto di terrore in oggetto di beffa. Lo stesso Machiavelli in un sonetto, composto per l’occasione, invita le donne fiorentine, graziose e belle, a unirsi ai festeggiamenti e a rifugiarsi sui monti insieme a lui e alla mascherata dei “romiti”, naturalmente per godere degli ultimi “piaceri della carne”, che la vita puт offrire, in vista dell’infausto avvenimento.   … imperт che ogni astrolago e indovino v’han tutti sbigottiti (secondo che da molti inteso abbiano) che un tempo orrendo e strano minaccia a ogni terra peste, diluvio e guerra, fulgur, tempeste, tremuoti, rovine, come se giа del mondo fussi fine. E voglion soprattutto che le stelle influssin con tant’acque che ‘l mondo tutto quanto si ricuopra. Per questo, donne graziose e belle, se mai servir vi piacque, alcuna cosa che vi sia di sopra, (…) venitene con noi sopra la cima dei nostri alti sassi.       IL SOGGIORNO IN TOSCANA DI AGOSTINO NIFO   Il dibattito sulla congiunzione dei pianeti in Pesci e sul possibile diluvio coinvolge moltissimi astrologi, naturalmente per la maggior parte catastrofisti; fa eccezione Agostino Nifo, filosofo, oltre che astrologo di fama, che all’epoca aveva giа pubblicato il Commento al III libro della Tetrabiblos (23 aprile 1513 a Napoli). La sua voce и l’unica a levarsi contro la possibilitа che un tale evento cosм funesto si verifichi realmente nel “De falsa diluvii prognosticatione”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1519 (vedi Fig.3); in questo lavoro, dopo aver rimarcato la maggior forza di Giove rispetto a Saturno per via del suo domicilio in Pesci e gli effetti positivi della presenza di Venere, egli fra l’altro afferma: “Se esiste una causa di diluvio, non и data dalla disposizione dei pianeti nei segni celesti acquei…, ma dal deprecabile impeto umano di volerlo prognosticare a tutti i costi…”. Tale opera, di grande importanza sia da un punto di vista delle nozioni esposte, sia per il destino e la futura fama del suo autore, viene quasi subito pubblicata in un’edizione fiorentina nel 1520, a testimonianza di quanto fosse vivace in quel tempo il dibattito astrologico nella regione. I primi rapporti del Nifo con Firenze e con la Toscana risalgono proprio a quel periodo, agli anni dal 1519-1521, quando Agostino insegna all’universitа di Pisa per un salario, molto elevato per l’epoca, di ben 1225 fiorini; e ciт, nonostante papa Leone X della casata dei Medici, lo avesse giа invitato durante quel periodo a Roma. La sua presenza a Pisa и comunque certa e ben si accorda con la stampa a Firenze nel 1520 di questo suo lavoro     IL “MAESTRO” GIULIANO RISTORI   Abbiamo giа visto come, oltre a Firenze, l’altro grande polo astrologico della regione sia certamente Pisa, grazie alla sua universitа e grazie soprattutto ad un personaggio di grande spessore culturale, che insegna matematica e astrologia nella universitа di questa cittа. Si tratta di Giuliano Ristori, padre provinciale dell’ordine dei carmelitani, autore di un trattato di chiromanzia e di fisiognomica, che alla conoscenza di queste due arti accoppia un notevole sapere astrologico. Un suo pronostico annuale, relativo al 1528, crea grande scalpore. Francesco Giuntini, che sarа il suo allievo piщ famoso, ci riferisce come egli avesse stupito Siena, Roma e praticamente tutta l’Italia, nonchй le armate di Spagna e Francia. Di Ristori possediamo anche un altro pronostico basato sulla genitura del duca Cosimo de’ Medici (1537-1569), scritto il 28 giugno 1537, dove egli si definisce come Iuliano Ristoro, un carmelitano originario di Prato, professore di teologia. Il suo tema natale и  riportato da Giuntini, accompagnato da un’ampia interpretazione, nel capitolo IV del III libro del Commento a Tolomeo (vedi Fig. 4). Abbiamo giа incontrato personaggi, frati o teologi, che difendono l’astrologia, ma Ristori rappresenta un caso molto particolare, in quanto egli и allo stesso tempo un frate e un teologo, per non dire che и anche professore dell’universitа e che ha studiato, oltre all’astrologia, la chiromanzia e le immagini magiche talismaniche, descritte in Picatrix; anzi, ne ha tanto rispetto, che anche un astrologo cosм critico, come il Giuntini, dietro i suoi insegnamenti, finirа per rimanere affascinato da tale argomento. L’opera piщ importante, che questo personaggio ci lascia, и un commento ai primi due libri della Tetrabiblos in 61 lezioni; tale commento verrа terminato dal suo successore sulla cattedra pisana, l’abate generale dei Camaldolesi Filippo Fantoni. Nella Biblioteca Nazionale di Firenze sono conservati i manoscritti contenenti il commento del Fantoni, commento che riporta “ad verbum” le lezioni del Ristori sui primi due libri del quadripartito senza alcun riferimento, ma integrate nel commento dal matematico camaldolese   I PRONOSTICI DI ALFONSO PISANO   Seppure molto meno conosciuto rispetto ai suoi contemporanei, ma pur sempre personaggio interessante и Alfonso Pisano, di cui rimane una predizione per l’anno 1538, al tempo di papa Paolo III. Pronostico relativo alla situazione di vari stati e potentati italiani, in cui il Pisano omette di citare il papa, scusandosi per questo, e spiegando che lo ha fatto in quanto il Pontefice non и soggetto ai segni celesti; e termina affermando che in ogni caso i pianeti promettono al papa grande prosperitа. Tale comportamento elusivo rappresenta una precauzione escogitata dallo stesso Pisano per tutelare la sua incolumitа; infatti, nello stesso pronostico del 1538 egli ci racconta che, avendo previsto la morte di Clemente VIII nel 1533, venne incarcerato dal pontefice, tenuto prigioniero per sei mesi a pane e acqua e infine mandato in esilio.   FRANCESCO GIUNTINI E IL SUO SPECULUM   E veniamo al personaggio di gran lunga piщ famoso e piщ grande di tutta l’astrologia cinquecentesca: il fiorentino Francesco Giuntini. Egli и un altro esempio di un frate, che и allo stesso tempo un teologo, e che non и semplicemente interessato all’astrologia, ma che la studia con profonditа e la pratica con grande perizia. Nato a Firenze il 7 marzo 1522, alle ore 13:20 post meridiem, come egli stesso ci racconta nel secondo volume della sua opera piщ famosa lo “Speculum Astrologiae”, passerа gran parte della sua vita in Francia a Lione. Entrato giovanissimo nell’ordine dei carmelitani, studia teologia a Pisa, dove si laurea nel 1544 e vi rimane sotto la guida del carmelitano Giuliano Ristori di Prato, che, come abbiamo visto, и anche un grande esperto di fisiognomica e di chiromanzia. Francesco Giuntini segue le lezioni di astrologia del Ristori a Pisa nel 1548 e con lui effettua numerose osservazioni astronomiche, che in seguito gli serviranno per correggere le Tavole Alfonsine e che inserirа nel suo Commento alla Sfera del Sacrobosco. Il 18 novembre 1554 и proclamato dottore in Teologia e giunge alla carica di padre provinciale dei carmelitani nel convento di Firenze. Nel 1561 abbandona l’ordine e si trasferisce in Francia, a Lione, dove pubblicherа la maggior parte dei suoi lavori. I motivi di questa scelta non sono tutti chiari, perт i suoi biografi riferiscono di “disgusti incontrati in Firenze” e sappiamo da lui stesso “di un danno subito alla dignitа personale”. Prima di partire definitivamente per Lione vivrа per un certo tempo a Venezia, dove avrа modo di insegnare l’astrologia ad un altro personaggio molto conosciuto, Gerolamo Diedo; ma qui sarа anche incarcerato a causa di false calunnie e costretto definitivamente ad espatriare. A Lione Giuntini diventerа elemosiniere di Francesco duca d’Angiт, fratello di Enrico IV, abiurerа la religione cattolica per abbracciare la fede luterana, ma in un secondo tempo ritratterа. E’ comunque in questa cittа che egli ritrova la tranquillitа interiore, raggiunge la fama che merita, e mette a frutto tutte le conoscenze imparate a Firenze e a Pisa, pubblicando le sue opere piщ famose: dal “Discorso in difesa dell’astrologia”(vedi Fig. 5) al “Tractatus iudicandi revolutiones annorum mundi”, dal “Commentario alla Sfera di Giovanni di Sacrobosco” di cui pubblica anche un’edizione abbreviata in lingua fiorentina, alla felice predizione sulla cometa del 1577, dal “Tractatus de Solis et Lunae eclypsibus” alle numerose Tavole ed Effemeridi.  Per non parlare dell’immenso commento ai quattro libri della Tetrabiblos di Tolomeo, di ben 800 pagine. Tutti i suoi lavori, con due sole eccezioni, sono racchiusi nello “Speculum Astrologiae” (vedi Fig. 6), per un totale di 2483 pagine; tale opera contiene, cosм, un mare di conoscenze, e, oltre ad informarci della posizione del suo autore sui poteri magici e sulla scienza, diventa un testo base di riferimento per gli astrologi del tempo e per tutti coloro che seguiranno. Per questi motivi merita di essere analizzata con maggiore attenzione. Il primo tomo, dedicato alla regina madre Caterina de’ Medici, contiene il famoso commento a Tolomeo, completato da oltre 400 oroscopi, dove si illustrano le regole dell’interpretazione e si danno consigli per l’utilizzo delle tavole astrologiche; riporta, inoltre, le Tavole delle Case dalle Latitudini 45° a 54° e vari trattati (sulle rivoluzioni degli anni, sulle direzioni e progressioni, sull’astrologia mondiale, sulle carestie, sulla peste, sulla determinazione dell’afeta, etc.). Il secondo libro si apre con il Commento al famoso trattato di astronomia del Sacrobosco, in cui Giuntini dedica piщ di 300 pagine solo al primo capitolo. Sono pagine ricche di annotazioni astrologiche e di notizie sulle interpretazioni date da altri autori; si tratta anche delle “immagini stellate”, richiamandosi alla magia talismanica e citando l’opinione di Mizauld, che peraltro Giuntini mostra di non condividere. Questo tomo contiene anche altri trattati: sulla medicina astrologica, sulle comete, sulle stelle fisse, sulle eclissi e un Calendario Astrologico e Poetico.  Entrambi i volumi contengono moltissimi esempi di geniture di personaggi noti, i cui dati non sono perт sempre riportati in maniera corretta, dal Savonarola a Pico, da Enrico II a Luca Gaurico, con ampi commenti, che illustrano l’applicazione delle varie tecniche astrologiche.   La messa al bando dei libri di astrologia del 4 dicembre 1563 e la bolla di Sisto V del 5 gennaio 1586 fanno entrare la nostra disciplina in una fase oscura, non solo in Toscana, ma in tutta Europa; sono autorizzate solo le osservazioni che riguardano la navigazione, l’agricoltura e la farmacopea, determinando una netta separazione fra l’Astrologia Naturale e l’Astrologia Giudiziaria, distinzione che segue quella ben nota operata, a suo tempo, da San Tommaso d’Aquino. L’astrologia puт essere utilizzata solo a fini medici, ad esempio per seguire il decorso di una malattia, ma anche in questo campo risulterа difficile poter separare l’astrologia naturale da quella giudiziaria, perchй in qualche modo il medico dovrа sempre necessariamente conoscere l’oroscopo del suo paziente.   Il secolo si chiude con la morte del Giuntini, avvenuta nel 1590, tuttavia, poco prima si verifica un evento “astrologico” importante: la traduzione in volgare del quadripartito, una traduzione direttamente dal testo greco, effettuata da Pietro Angeli da Barga, anch’egli toscano, nel 1576 su domanda di Giulio d’Antonio Nobili. Sappiamo da vari documenti (lettere, etc.) che il Barga era uno studioso di astrologia, anche perchй и rimasto un suo lavoro sul sistema delle direzioni di Tolomeo (Altre oppenioni del Sig. Angelo Barga sulle direzioni…) e probabilmente scrisse anche un commento allo stesso Quadripartito, di cui perт si sono perse le tracce.     Bibliografia:   Augustinus Niphus -De falsa diluvii prognosticatione - Neapoli, Ioannes Paquet de Sallo, 1519. Iuliano Ristori - Lectura super Ptolomei quadripartitum - ms. Firenze, Bibl. Riccardiana, lat.157. Alphonso Pisano - Pronostico de lanno  del 1538 per lo excellente maistro Alphonso Pisano: in laude del sumo Pontifice papa Paulo terzo vicario de Christo et de tutta la Christianitate, 1538. Franciscus Junctinus - Speculum Astrologiae, universam mathematicam scientiam, in certas classes digestam, complectens - Lugduni, Phil. Tinghi, Florentini: Apud Simphorianum Beraud, 1581. Giulio Negri - Istoria degli Scrittori Fiorentini - Ferrara, Per Bernardino Pomatelli Stampatore Vescovale, 1722. Ottavia Niccoli - Profeti e popolo nell’Italia del rinascimento - Laterza, Roma-Bari, 1987. Giovanni Albassio - Bibliografia di Francesco Giuntini - Milano, 1986.     Indice delle Figure:   Fig. 1: Immagine allegorica, che mostra la cometa apparsa in cielo al tempo della grande congiunzione Giove/Saturno formatasi nel segno dei Pesci nel 1524. Fig. 2: La concentrazione dei pianeti in Pesci per il 15 febbraio 1524. Fig. 3: Frontespizio del “De falsa diluvii prognosticatione” di Agostino Nifo. Fig. 4: In basso, a destra, l’oroscopo di Giuliano Ristori, tratto dallo Speculum Astrologiae. Fig. 5: Frontespizio del discorso in difesa dell’astrologia di Francesco Giuntini. Fig. 6: L’indice dello Speculum Astrologiae.   ________________________ Claudio Cannistrа (Bologna) Segretario Nazionale del CIDA dal 1992. Ha studiato Medicina e si dedica a tempo pieno all’Astrologia curandone in particolare gli aspetti storici, classici, culturali. Specializzato in AstroCartoGrafia ed esperto bibliografo, ricerca con cura testi astrologici antichi mettendo la sua esperienza al servizio di tutti. Instancabile viaggiatore, si reca in tutta Italia per tenere conferenze e lezioni. [Inizio pagina](#Inizio pagina)  [Articolo precedente ]  [Articolo successivo ]
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